Il Festival nasce dalla collaborazione tra la sezione CAI di Vicenza, la sezione Giovane Montagna di Vicenza, la Società Alpinisti Vicentini, l’Associazione MontagnaViva di Costabissara e da quest’anno anche da Montagne e Solidarietà, con l’obiettivo di avvicinare la cittadinanza a quella che è la montagna in tutte le sue sfaccettature.
Il Festival avrà luogo a Vicenza per tutto il mese di ottobre 2025, con proiezioni di film di montagna al Cinema Patronato Leone XIII, serate di incontri con gli autori con presentazioni di libri e filmati a entrata libera e una mostra artistica.
L’evento di apertura ufficiale del Festival, avviene con l’inaugurazione della mostra il 2 ottobre ore 20.45 dal titolo “La Montagna con altri occhi: Gli artisti” a Palazzo Cordellina, in Contrà Riale, Vicenza, a cui seguirà un brindisi finale.
L’apertura al pubblico sarà dal 3 al 19 ottobre (esclusi i lunedi).
I protagonisti della Mostra saranno 8 artisti-studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, Francesco Dabalà, Eleonora Antichi, Xinyao Lin, Paola Bianco, Giorgia Contin, Anna Dal Gobbo, Denis Vigne, Romina Dorigo.
Il tema della mostra vuole ispirarsi al testo “La Montagna con altri occhi. Ridisegnare le Terre Alte” del collettivo L’AltraMontagna, People, 2025.
…“Che nesso corre tra una zappa e una piccozza? Cosa tiene insieme una carota di ghiaccio a un pascolo pingue d’alpeggio? E un autoadesivo sul cartello che segna il passo alpino a una traccia di lupo sulla neve? La risposta dimora ovviamente in quel termine onnicomprensivo e un po’ magico che è la montagna.
Già ma quale montagna? Che posto occupa nel nostro immaginario? Montagna è una parola insidiosa, sovraccarica di aspettative e di significati predefiniti. Ce lo ricordano i media nazionali che, assecondandosi al tema, fanno prevalere spesso stereotipi e modelli banalizzanti: l’ebrezza dello sci e le solite località vacanziere che tendono tutte ad assomigliarsi, oppure le altezze trasformate in un paradiso incontaminato che diventa rifugio dell’anima per chi fugge dalla città.
Se però proviamo a invertire la prospettiva e ci mettiamo dalla parte di chi vive e lavora, di chi fa i conti quotidianamente con l’asprezza e la specificità dei territori in quota, ci appare subito un’altra montagna, non più prigioniera di visioni al servizio del marketing turistico. Dietro la cartolina, si svela un mondo a più dimensioni, definito da una complessità di istanze a volte in contrasto tra loro, che richiedono equilibri e compromessi…”
Questo è il filo conduttore anche dell’intera rassegna, non solo la Montagna da cartolina bella e im/possibile…ma Montagna nella sua complessità: venite a scoprirla con noi!
Vi aspettiamo numerosi!



