80 anni di passi, vette e amicizia.

Società Alpinisti Vicentini

C’è un modo speciale di vivere la montagna: non da soli, non in competizione, ma insieme.
È quello che la Società Alpinisti Vicentini fa dal 1946, quando un gruppo di appassionati vicentini decise che la bellezza delle cime si gode ancora di più se condivisa.

Una comunità di appassionati

La S.A.V. è prima di tutto una comunità. Una di quelle realtà dove si entra per fare una gita e si finisce per trovare amici con cui condividere molto di più. Il venerdì sera la nostra sede si riempie di voci, di racconti di montagna, di programmi per il weekend. È il cuore pulsante dell’associazione, e ci piace tenerlo così.

Le nostre attività spaziano su tutto il mondo della montagna — escursionismo, alpinismo, arrampicata, scialpinismo, cascate di ghiaccio, ciaspolate, mountain bike, gite culturali — ma non è il catalogo di discipline a definirci. È il modo in cui le viviamo: con rispetto per la montagna, attenzione per chi sta accanto, e tanta allegria.

Per tutti, davvero

Ci teniamo a dirlo con chiarezza: la S.A.V. non è riservata agli esperti. Il nostro programma è pensato per ogni livello di esperienza e ogni età — chi non ha mai messo uno zaino in spalla e chi ha già salito le Alpi Ötztal, chi cerca una passeggiata domenicale tra i colli e chi vuole imparare ad arrampicare su ghiaccio. Il Consiglio Direttivo e i coordinatori di gita lavorano ogni anno per costruire un programma che abbia qualcosa per tutti.

L’unica cosa che chiediamo è onestà con se stessi nella scelta delle attività, e rispetto per il gruppo e per la natura che ci ospita.

I fondatori

La S.A.V. rivolge un grazie riconoscente a Gaetano Falcipieri e Francesco Padovan che nel primo dopoguerra, era il 1946, con lo scopo di diffondere l’amore per l’alpinismo, lo studio e la conoscenza della montagna, la salvaguardia e la difesa della natura e del paesaggio, hanno fondato con alcuni amici la Società Alpinisti Vicentini. Si riunirono per la prima volta in un salone della semidistrutta Basilica Palladiana. Dal 1946 ad oggi la S.A.V. ha visto tre generazioni alternarsi alla sua guida, passando dalla sede storica del Cantinon dei Proti al Mutuo Soccorso di Corso Palladio ed infine a quella attuale, moderna ed accogliente, in Viale Trieste 29/b.

I sentieri SAV: G.Falcipieri e Voro d'Uderle

La S.A.V. nel 1978 ha dedicato, alla memoria di Gaetano Falcipieri, il “Sentiero Alpinistico Attrezzato Cinque Cime” sul Monte Pasubio, conosciuto con il n. 367. Sempre nello spirito di difesa della natura, la S.A.V. ha ripristinato, non senza difficoltà e vicissitudini—iniziando i lavori nel 2001 per terminarli nel 2005 e riaprendo completamente ridisegnato ed in più punti totalmente ricostruito— il Sentiero Voro d’Uderle apponendo, nell’occasione, alla presenza di oltre 200 escursionisti, una targa in onore dei soci Francesco Padovan e Guido Bortolan che per primi, nel 1928, salirono la parete sud del Soglio Rosso attraverso la via del Gran Solco.

Rifugio Nerone Balasso

S.A.V. ha acquistato e condotto per oltre 40 anni il rifugio Nerone Balasso sorto dalla “Sengiara”, una vecchia cabina di trasformazione di energia elettrica dei tempi della prima guerra mondiale, trasformata a sua volta nel primo nucleo del Rifugio, che verrà inaugurato ufficialmente nel 1962 e che servì da riferimento e da base per alpinisti ed appassionati di montagna in particolare del Pasubio e delle Piccole Dolomiti. Nel 1993 il Rifugio, nel frattempo declassato a “Locanda” per gli effetti della L.R. 52/86 e norme sucessive, venne alienato cedendolo a gestori del luogo che ne mantennero la stessa denominazione.

Noi ci crediamo davvero.

La vetta è bellissima, ma la strada per arrivarci — con le chiacchiere, le pause, il supportarsi nei momenti difficili — è spesso la parte più preziosa.

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